DIAS - Dati, Indicatori e Analisi per la Sostenibilità

DIAS - Dati, Indicatori e Analisi per la Sostenibilità

Coordinatore del Gruppo:

  • Filomena Maggino, Sapienza Università di Roma
     

 

Membri del Consiglio 

  • Corrado Crocetta, Vicecoordinatore, Univeristà degli studi di Bari
  • Leonardo Salvatore Alaimo, Segretario, Sapienza Università di Roma
  • Margaret Antonicelli, Università LUM, 
  • Pierpaolo D'Urso, Componente, Sapienza Università di Roma
  • Enrico Di Bella, Università degli studi di Genova
  • Maria Gabriella Grassia, Componente, Università degli studi di Napoli Federico II
  • Emiliano Seri, Sapienza Università di Roma

 

Finalità scientifiche del Gruppo:

Il concetto di sostenibilità è stato oggetto, nel corso degli ultimi anni, di un crescente interesse da parte dell’opinione pubblica e dei policy makers, a seguito di una maggiore consapevolezza dell’esauribilità delle risorse del pianeta e della sempre più pressante necessità di preservare la qualità del patrimonio naturale, mirando a promuovere modelli di sviluppo economico-sociale più equilibrati rispetto a quelli adottati nel passato.
In ambito scientifico è stato, ed è tutt’ora, oggetto di dibattito.
Con il tempo è emerso sempre più chiaramente che il concetto di sostenibilità rimane su un piano puramente teorico, se non viene associato ad un contesto, ad un processo, ad un obiettivo.
I recenti fenomeni ed eventi vissuti dalla maggior parte della popolazione mondiale hanno messo in evidenza come la fragilità e l’insostenibilità mostrate da molti paesi fossero strettamente connesse alla mancata attenzione al benessere delle persone. Non aver messo al centro delle decisioni il benessere sistemico ha portato ad un tale livello di fragilità da condurre i paesi a vivere una vera e propria emergenza. In altre parole, la sostenibilità di un paese (ma anche di un soggetto) è strettamente connessa con il livello di benessere sistemico. Più precisamente, è un mezzo per perseguire tale benessere.
In ultima analisi, la sostenibilità rappresenta un paradigma che consente di osservare, di analizzare, di prevedere e di governare rispettando la complessità della realtà.
Ne consegue che l’approccio alla sostenibilità deve essere inevitabilmente multidisciplinare così da coniugare diversi domini della realtà, dall’ambiente, all’economia, alle reti sociali, alla salute, etc. e orientarli tutti verso il benessere. Essendo strettamente connessa al benessere, la sostenibilità dipende dai valori di una società e degli individui che la compongono.
Tale conclusione richiede una nuova cultura della complessità che conduca a nuovi approcci (non solo di governance ma anche) analitici che facciano emergere - attraverso un monitoraggio continuo - le aree, i gruppi, i settori della vita di un paese con livelli di fragilità (o di mancanza di benessere) così alti da far emergere tutta la loro insostenibilità.
Concettualmente, quindi, la sostenibilità qualifica la dimensione futura del benessere richiedendo, per questo, un percorso di conoscenza complesso che mettere insieme saperi e discipline diverse.
Considerate le premesse, l’analisi della sostenibilità richiede la definizione di dati, la costruzione degli indicatori, un approccio sistemico al monitoraggio e la selezione e l’utilizzo di metodi analitici che garantiscano che la traduzione della realtà, fondamentale per conoscerla, nel linguaggio dei numeri sia significativa, oltre che necessaria. L’analisi di questa realtà, dominata dalla complessità, richiede l’adozione di un approccio sistemico e multidimensionale.
L’obiettivo delle riflessioni che verranno affrontate all’interno di questo gruppo sarà stimolare la discussione e la definizione di approcci analitici adeguati allo studio della complessità attraverso l’uso di dati appropriati, l’adozione di metodologie idonee a creare e analizzare gli indicatori finalizzati a comprendere e valutare gli squilibri e le deficienze che se protratte nel tempo rendono un sistema insostenibile.